Salsiccia piccante di suino nero d’Abruzzo Biologico

Salsiccia piccante di suino nero d’Abruzzo – Biologica

Ingredienti: carne di suino, peperone dolce, finocchio, pepe, peperoncino piccante, sale fino .

  • Allevato all’aperto.
  • Alimentazione equilibrata a base di prodotti aziendali biologici.
  • Non contiene nitriti, nitrati (nemmeno quelli consentiti dalla normativa), nè fosfati e polifosfati. Nessun tipo di addensante.
  • Senza glutine.
  • È un prodotto biologico certificato CCPB logo di certificazione biologica per l'azienda agricola biologica VerdeBios

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Descrizione

La salsiccia piccante biologica di suino nero d’Abruzzo Verdebios è il risultato di studio, impegno e passione che hanno portato la nostra azienda agricola biologica a seguire una sequenza logica nel nostro allevamento, per garantire ai nostri clienti un prodotto di altissima qualità, racchiusa in questi 3 punti:

1. L’alimentazione
2. Il tipo di allevamento
3. La razza

Il top dell’alimentazione è l’utilizzo di prodotti biologici prevalentemente aziendali e opportunamente miscelati in modo equilibrato..

L’allevamento all’ aperto e’ da preferire in termini di benessere animale.
La razza è utile per migliorare la qualità del prodotto finito.

SUINO NERO D’ABRUZZO

Conosciuto anche come suino di razza Apulo-Calabrese, è fra le razze rustiche suine italiane per eccellenza. La modalità di allevamento preferita per questo animale, infatti, rimane quella estensiva basata su largo uso di pascoli in zone boschive. Ciò offre la possibilità di grufolare e cibarsi di ghiande, tuberi e essenze boschive varie. Connubio perfetto tra benessere animale e ecosistema. Così allevato può ritrovare  la sua innata rusticità e al contempo esaltare le qualità organolettiche  dei propri prodotti. Restituisce, quindi, una carne tenera, sapida e dal gusto unico e inconfondibile. Nel maiale nero, infatti, la più alta percentuale di grasso (marezzatura) consente di apprezzare maggiormente la diversità organolettica delle carni.

Secoli di storia legano questo animale al territorio abruzzese ,ma, vista la sua scarsa o nulla propensione all’allevamento intensivo, egli sembrava destinato a scomparire dalla memoria collettiva. Invece, oggi, grazie ad un’attività di recupero tenta di risollevarsi puntando su prodotti del tutto eccezionali.

Originario del territorio campano, risale l’appennino centrale già dal tempo degli antichi romani fino a stanziarsi nelle regioni del centro-Italia, dove da sempre l’immaginario collettivo e pittorico ricorda suini scuri intensi , di medie dimensioni , corpo ricoperto da setole rigide nere e cute scura fino al colore ardesia. All’epoca, infatti, era una razza molto diffusa e molto apprezzata per le sue doti di rusticità ed adattabilità. A testimonianza di questo, in letteratura viene descritto da Mantovani nella “ Nuova Enciclopedia Italiana”, edita nel 1926, venne trattato da due illustri zootecnici quali il Dematteis e lo Stanga, citato da D’Annunzio nella sua opera “Terra Vergine” e immortalato in quadri di pittori scandinavi esposti nell’Imago Museum di Pescara.

Con l’abbandono della transumanza e l’avanzamento della suini coltura intensiva sembrava ormai condannato all’estinzione, mentre oggi sta rinascendo in tutta la sua genuinità e identità territoriale.

Grazie all’intervento, alla cura e  all’attenzione di piccole comunità di allevatori all’interno del territorio , è divenuto  una razza pregiata, protetta e tutelata, nonché una delle eccellenze della regione Abruzzo.

Caratteristiche della razza

Il profilo fronto-nasale è rettilineo da cui spesso escono canini particolarmente imponenti  e coda arricciata. Altra caratteristica che contraddistingue razze locali come il suino nero d’Abruzzo sono le orecchie grandi  e pendenti, portate in avanti a coprire gli occhi, la cui funzione  è quella di proteggere gli stessi durante l’attività di grufolamento e ricerca del cibo.

Nel maschio, inoltre, si notano testicoli ben pronunciati. La femmina è altresì caratterizzata da mammelle in numero non inferiore a 10, con capezzoli normali ben evidenti e pervi.

Un animale che ha ritmi di crescita più lenti rispetto ai classici ibridi commerciali presenti oggi in allevamento. La vita media delle scrofe è variabile e può raggiungere anche i 5-6 anni. I parti per scrofa sono stati in media 2 all’anno, mentre per ogni parto sono giunti a svezzamento 6/9 suinetti. Altra differenza con gli ibridi commerciali è che la conformazione del corpo dell’animale rustico è molto diversa dalla loro che presentano una netta sproporzione tra treno anteriore (meno sviluppato) e posteriore (più sviluppato).

Il periodo di allattamento è prolungato rispetto alla gestione attuata  negli allevamenti intensivi: infatti, in media i suinetti neri vengono svezzati a 35-40 giorni e durante questa fase non viene loro fornito nessun mangime integrativo sotto scrofa, ciò determina pesi decisamente  ridotti allo svezzamento. Gli animali vengono macellati ad un peso che oscilla tra i 155 e 170 Kg, ma tale valore viene raggiunto in tempi molto più lunghi, 14-16 mesi, rispetto agli ibridi commerciali che si attestano su questi pesi già intorno ai 9 mesi di età.

Qualità della carne

Come evidenziato da uno studio condotto dal gruppo di Zootecnia coordinato dal Prof.  Giuseppe Martino  della Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo , le carni ottenute dal Suino Nero d’Abruzzo sono più stabili alla cottura  e meno soggette a perdita  di acqua; la tenerezza è maggiore  e ciò è dovuto al contenuto  in lipidi che le rendono più saporite. Le carni sono caratterizzate da un ridotto contenuto di acidi grassi saturi a favore invece di quelli poli-insaturi , soprattutto deli omega-3. Questi sono generalmente contenuti in oli vegetali o nel pesce. Sono acidi grassi sani ed essenziali per la nutrizione umana oltre che ottimi alleati per la protezione da malattie cardiovascolari.

Nelle carni fresche, altresì, ritroviamo un elevato contenuto di coenzima Q10 che è un componente liposolubile  ad azione antiossidante; soprattutto è presente a livello mitocondriale nel cuore e nel fegato  ed è coinvolto nel metabolismo energetico della cellula.

Mettendo a confronto le carni del Nero d’Abruzzo con quelle di un comune ibrido commerciale, queste anche dopo 7 giorni presentano uno stato ossidativo nettamente ridotto rispetto a quelle del commerciale e ciò fa sì che le sue carni abbiano una migliore attitudine alla conservazione.

Per tutelare questi prodotti  e la razza, nasce nel 2018, dopo un lungo percorso di ricerca, il Consorzio degli allevatori per la valorizzazione del Maiale Nero d’Abruzzo.

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